ROMA – A scuola ciucci si diventa?

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Roma: Ragazzi sempre più immaturi, secondo il Miur la pecentuale dei non amessi agli esami di quest’anno sale dal 5,5% dell’anno scorso all’attuale 6,1% , in numeri risulterebbero 28.500 ragazzi provenienti dagli istituti professionali, licei ed istituti tecnici, dato riguarda  le regioni di Emilia Romagna,Veneto, Marche, Puglia e Campania.

Di chi è la colpa?  solo dei ragazzi?

Secondo quanto risulta da un sondaggio esperito dal Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni Italiani, risulterebbe che il 70% dei ragazzi non ammessi o bocciati, sia dovuta  alla incapacità di molti docenti  ed alla loro inadeguatezza di interpretare il proprio ruolo rispetto alle aspettative del discente.

Il 97% degli intervistati ritiene che la causa sia da attribuire  alla facilità con cui vengono arruolati gli insegnanti  che non tiene assolutamente conto  del requisito attitudinale specifico, ovvero delle  capacità psico-fisico-attitudinali e comunicative, oltre a quelle morali di ciascuno. Urge, pertanto, riformulare i criteri concorsuali, pianificare il  piano dell’offerta  formativo  ed imporre l’obbligatorietà  di frequenza agli aggiornamenti   periodici con relativi test di verifica.

Il 100% , prevalentemente genitori, sostiene che la causa fondamentale sia dovuta all’inadeguatezza della struttura organizzativa scolastica, agli scarsi poteri  conferiti al dirigente scolastico,  all’impossibilità di licenziare gli incapaci ed i fannulloni -trincerati con l’alibi del vincitore di concorso-  ed  ai mancati controlli sull’operato didattico che disattende, puntualmente, i programmi,  i percorsi formativi  e le relative valutazioni.

Il 92% tra studenti e genitori ritiene necessaria l’istituzione di un comitato di controllo interno con il compito di monitorare periodicamente sia  la qualità della formazione che dell’apprendimento in ragione dei risultati attesi,  nonché, come si evince dallo stesso sondaggio, i genitori, richiedono una maggior presenza della loro  componente  -ritenuti gli  azioniti di maggioranza ella scuola pubblica-  nei Consigli d’Istituto, oggi assolutamente minoritaria , insignificante ed umiliante.

Il 100% dell’utenza scolastica è favorevole alla informatizzazione della scuola per una corretta e trasparente attività di gestione e formativa  che abbia come scopo :

1)      presentazione della scuola con i curriculum di tutti i docenti, personale scolastico, offerta formativa e struttura operativa (classi, laboratori, attività, strutture sportive ecc);

2)      consentire alle famiglie di verificare in tempo reale le assenze, gli esiti scolastici quotidiani, l’espletamento corretto e puntuale del piano di studio dei docenti in relazione sia alle effettive valutazioni individuali che alle griglie di valutazione periodiche;

3)      implementare la comunicazione trasparente tra genitori e docenti, studenti e docenti per il corretto apprendimento in sinergia con gli strumenti multidisciplinari;

4)      registrazione e diffusione audio-video delle lezioni di classe con consultazioni on line in tempo reale per porre lo studente di fronte ad una pluralità di offerte formative e di scelte sempre nuove, favorendo in tal modo lo studio e l’apprendimento a casa -la possibilità di seguire e comparare la stessa lezione esplicata da insegnanti diversi in classi diverse – questo consentirebbe  di limitare allo stato l’esoso esborso di danaro pubblico per gli inutili corsi di recupero.

Una scuola che serba in seno a se stessa carenze strutturali e formative non può altro che riflettersi sui discenti che sono il frutto, la risultanza di un seminato culturale e morale dell’insieme, forse J. Dewey sbagliava quando affermava che “l’insegnante non è nella scuola per imporre alcuna idea al ragazzo ma, quale membro di quella medesima comunità, per selezionare le influenze che agiscono su di lui: per assisterlo convenientemente e prepararlo a reagire ad esse”. Perché è l’allievo che cammina e il docente che l’osserva!

La domanda finale che poniamo è: ciucci si nasce o  si diventa a scuola?, comodamente risponderemmo, dipende!

Mary Villan

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