Avellino: L’Alto Calore di De Stefano all’utima goccia

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 L’Alto Calore di De Stefano è ormai all’ultima goccia. La politica tutta, senza eccezione di colore, quella silente e un po’ vigliacca,  auspica che l’amministratore delegato nonché Presidente rassegni presto le dimissioni,  per  il bene dell’azienda e dell’Irpinia, mugugnano! Senza tralasciare i mal di pancia di questi giorni dei sindacati, sgretolati e uniti allo stesso tempo, a seconda delle stagioni, che sperano nel  “miracolo” estivo, quello della “cacciata” in risposta ai trasferimenti punitivi del personale.

Il manager di ACS, così preferisce autoproclamarsi,  attualmente alle dipendenze di Telecom Italia con la qualifica di funzionario, venne eletto due anni fa, in zona cesarini, da una politica disgregata  e rissosa che, nel giro di un paio d’ore, incoronò  imperatore  dell’Acqua di Corso Europa Raffaello De Stefano,  il  “vulpiciello” di Bellizzi Irpino, come lo chiama il Barisano,  che,  in meno di due anni dall’ascesa al trono,  è riuscito a battere il record dei debiti aziendali, un primato senza precedenti: 114 milioni di euro o poco più, dai pregressi 84.

Tra ritorsioni, vendette e incapacità gestionali, l’imperatore è riuscito a inimicarsi tutti, dai dipendenti, in primis,  ai sindaci soci, compreso quello autorevole di Nusco, e molti, anche quelli del suo partito, gli “yes man” che, per quieto vivere elettorale,  gli hanno approvato il bilancio 2014, un documento zeppo di anomalie e bugie come denuncia il Maraia da Ariano. Cose “turche” replicano a corso Europa, altro che maggioranza bulgara.

Non se ne può più, in azienda c’è un clima da far west, commenta qualche sindacalista, è giunta l’ora che i partiti, i sindaci, si rendano conto dell’errore politico che è stato commesso e pongano rimedio al più presto.

Ci auguriamo che a Corso Europa arrivi un “vero manager” con tanto di esperienza e titoli, che abbia soprattutto  una sensibilità umanistica.  Non più  “personaggetti”  ma uomini responsabili  e intelligenti che siano in  grado di condurre l’Alto Calore sulla strada del vero risanamento. Vogliamo ritornare a quell’Alto Calore di Sullo, a quello evidenziato e raccontato nel film che ci rende onore e dignità, opera “bellissima” come affermano Gerardo Bianco e molti critici internazionali,   anch’esso, purtroppo, negligentemente,  boicottato e portato in tribunale dall’attuale AD in aggiunta al lunghissimo elenco di contenziosi.

Per chiudere pubblichiamo  nota delle OO.SS. inviata alla nostra redazione.

“In Alto Calore Servizi continuano gli incontri farsa. Avevamo segnalato, apertamente e senza fronzoli, come la riorganizzazione presentata genericamente alle OO.SS. fosse, per recondita strategia, occultata intenzionalmente nei suoi risvolti fondamentali. Orbene, anche nella riunione di ieri, il presidente De Stefano ha tenuto una posizione autoritaria e segregata. Oramai blindato come “uomo solo al comando” traccia gli indefiniti contorni della riorganizzazione, giorno per giorno, con “suoi” sparpagliati ordini di servizio.
Il tutto fondato su una grossa bugia: l’aver presentato in anticipo un’inutile corposa documentazione, molto prolissa, ridondante, ma talmente ripetitiva di generiche notizie che diventa scandalosa per il solo spreco di carta e di happy wheels risorse. Pur tuttavia, detta illustrazione non affronta, mai e per niente, la definizione degli organici delle varie strutture ipotizzate, i profili professionali ivi allocati e, soprattutto, i criteri di confluenza delle professionalità esistenti.
Apprendiamo, solo a cose fatte, dell’attribuzione di incarichi e responsabilità nei vari Servizi e Settori aziendali di primaria importanza. Incarichi affidati a lavoratori sotto inquadrati (di livello inferiore al ruolo da ricoprire) con promesse di carriere anziché ricollocare lavoratori già inquadrati nei medesimi livelli da ricoprire. Contestualmente, poi, si attuano trasferimenti punitivi e strumentali a danno di lavoratori, ignari e incolpevoli, per creare i necessari vuoti da gestire.
La riprova di un tale occultamento è evidente quando espone, per un dato servizio, che delle attuali 10 risorse allocate, solo 7 sono reimpiegabili mentre 3 restano in esubero e non completa la necessaria informazione di quali sono le figure professionali effettivamente in esubero e quali sono i livelli previsti e riconfermati nella nuova struttura. E’ palese una presentazione indefinita per averne completa mano libera nell’attuazione pratica.
Stesso metodo, ignoto e occulto, è applicato anche per creare illusioni e false aspettative a giovani disoccupati: vedi l’avvio in ACS del progetto “garanzia giovani”. Senza alcuna informativa si è innescato il solito clientelismo politico, dannoso per ACS, che scambia un contratto di formazione in false aspettative. Il tutto, secondo quanto dichiarato, ieri, dal Presidente all’incontro, avviato imprudentemente e senza che lo stesso ne fosse stato informato. Tralasciamo.
Sempre, ieri, avevamo chiesto, di fermare gli ordini di servizio “spot” ed aprire una discussione seria. Di conoscere in anticipo il definitivo disegno della riorganizzazione che, per noi, rimane ignoto e depositato solo nella mente del presidente De Stefano.
Di fronte all’ennesimo diniego del Presidente che, di fatto, imbriglia il sindacato in una condivisione latente, la delegazione UILTEC ha abbandonato il tavolo della discussione.
Non possiamo ritrovarci conniventi di una riorganizzazione completamente sconosciuta che si delinea, con mano libera, dal Presidente giorno per giorno.
Non firmiamo cambiali in bianco, né tantomeno ci piace discutere con pistole puntate.
Non abbiamo mai intravisto né metodo, né merito che rispondesse veramente ad una riorganizzazione aziendale, alle esigenze per il prossimo affidamento del servizio, al contraccolpo dell’adeguamento delle tariffe, agli investimenti sulle reti, al vero efficientamento del servizio tecnico oramai, palesemente, in ginocchio.
Abbiamo intravisto, invece, il solito vecchio metodo di fare politica, di fare politica con l’ ACS accumulando solo, ritardi, vizi e altri oneri economici per distribuire nuove carriere. Ancora una volta, siamo di fronte a soluzioni arrangiate, nocive, che rispondono, soltanto a esigenze e desiderate completamente estranee al servizio idrico.
Siamo apertamente contrari ad una gestione senza fondamentali, completamente distratta riguardo il servizio idrico integrato.
I soci sindaci e la politica, quella sensibile e sana, intervenga, decisamente e subito, in questo ennesimo gravoso disastro che pagherà, ancora una volta, tutta la collettività”. E’ quanto afferma in una nota Ciro Taccone, Segretario UILTEC di Avellino e Benevento.

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