GRADO (GO): PONTI D’ACQUA CON IL FILM “IL BACIO AZZURRO”

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Un film che parte dall’Irpinia per arrivare alla Conferenza sul clima di Parigi del prossimo novembre 2015 passando, tra encomi e riconoscimenti di spessore,  prima per il Lagunamovie di Grado (GO) e poi per il Festival del Cinema di Venezia con Green Cross Italia che della “Goccia” ne ha fatto una mera campagna ambientale a difesa dell’Acqua.

E’ questo il film prodotto da Alto Calore Servizi, o meglio da quella  parte sana di Corso Europa che guardava lontano e che vedeva nell’attività di comunicazione,  uno strumento di sensibilizzazione sociale capace di accendere un riflettore sui reali problemi di gestione di un’azienda pubblica e della risorsa idrica -spesso affidata all’incapacità ed al pressapochismo di una politica politicante senza titoli e meriti di cui l’attuale gestione ne è l’esempio plastico- . Era un progetto che partiva da lontano, come affermava l’ex  DG dell’ente, c’era la necessità di riunire tutti attorno ad un tavolo per affrontare il futuro dell’ente e della risorsa idrica  sia in termini occupazionali che di sviluppo del territorio. Se paragoniamo il costo del film -378 mila euro in due anni-,  in rapporto all’enorme massa di denaro (42-50 milioni di  ricavi annui)  che è defluita attraverso le conduttore di ACS,  ci possiamo rendere conto che si è trattato solo di una goccia, “sana”,  ben spesa per il futuro dell’Ente e dell’Irpinia tutta, per non parlare  delle agevolazioni fiscali e delle entrate certe  della distribuzione dell’opera che avrebbero fatto registrare un attivo sull’operazione di comunicazione e pubblicità, un’opportunità economica ostacolata dall’incapacità dell’attuale AD a cui, un domani, dovrà rendere conto all’Irpinia, al Sannio oltre che alla sua “coscienza”.

Ma al di là dei tribunali c’è la memoria dell’Acqua che sa rendere giustizia , Essa si ricorda del bene e del male. E di male questo AD ne ha fatto tanto  quanto al film quanto alla Comunità. Non vale la pena nemmeno scomodare il ns Francesco De Sanctis perché come direbbe il sindaco Foti di Avellino, appartiene a Morra. Già ha proprio ragione il sindaco, sì, l’educazione risiede a Morra, in alta Irpinia come l’Acqua,  l’istruzione, invece,  quella dei managers, risiede altrove, cerchiamola con l’aiuto di qualche rabdomante.

Comunque alcune riflessioni sull’evento di Grado di domani.

Si può vivere senza mangiare ma non si può vivere senza bere: a Lagunafest 2015 nella serata di domani, mercoledì 5 agosto (ore 21, Diga Nazario Sauro) si apre un’importante riflessione legata ai temi dell’acqua quale bene pubblico ed essenziale per la sopravvivenza di ogni forma di vita e del pianeta: ‘Il bacio azzurro’ è il prezioso docufilm diretto dal regista Pino Tordiglione, realizzato con il patrocinio Onu, Un Water for life. A presentarlo, nella seconda serata di Lagunafest, saranno gli attori Sebastiano Somma e Claudio Lippi, protagonisti con il regista di una conversazione condotta dal critico cinematografico e  televisivo Gian Paolo Polesini del Messaggero veneto . Interpretato anche da Remo Girone e con  i testi di Amii Stewart e la colonna sonora di Giovanni Lodigiani .  ’Il bacio azzurro’  è una di quelle storie raccontate lentamente alla fiamma di un camino e vuole educare all’importanza dell’acqua come bene fondamentale ed egualitario. Rispettarla significa prevenire gli sprechi, gli inquinamenti, l’usurpazione del diritto di tutti a possederla e farne uso. Il film è realizzato anche con il patrocinio dell’Unesco, ha inaugurato la campagna ‘Un anno contro lo spreco 2015′ di Last Minute Market ed è stato selezionato per gli Onu Best Practices Awards 2015. Hanno partecipato Vittorio Sgarbi  (Italia), Angaangaq (Groenlandia), Sobonfu E. Somè (Burkina Faso), Masau Emoto (Giappone), Maka’Ala Yales (Isole Hawaii), Bob Randall (Australia), Lynne McTaggart (Regno Unito).

Come rispettare l’acqua e il suo utilizzo, nel nostro quotidiano? E’ importante ricordare che la dieta mediterranea utilizza in un anno poco più di 1700 metri cubi di acqua pro capite: può sembrare un’enormità, ma la dieta anglosassone finisce per assorbire fino a 2600 metri cubi di acqua, sempre in un anno e sempre pro capite. Per la produzione di un chilo di carne di manzo servono 16 mila litri di acqua, per produrre una tazza di caffè ne ‘bastano’ 140. Il rapporto fra lo spreco alimentare e l’impronta idrica che lasciamo con i nostri comportamenti quotidiani risulta determinante: il 70% dei consumi di acqua dolce, a livello planetario, è impiegata nel settore agricolo e dietro ai pasti che consumiamo quotidianamente ci sono enormi quantità di acqua, fino a 3600 litri per un’alimentazione a base di carne.

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