Avellino: La sicurezza predittiva con la cybersecurity a Territorio Intelligente

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(da redazione) Si è concluso  il meeting sulla cybersecurity “Territorio Intelligente” organizzato in prefettura di Avellino dalla Fondazione Carlo Gesualdo unitamente alla Associazione Italia-Stati Uniti d’America Filippo Mazzei The Bridge e Prefettura.

E’ stato un incontro tra gli esperti di sicurezza e cibernetica delle più grandi imprese italiane Enel, Rai, Fastweb, Acquedotto Pugliese, Nato, Stato Maggiore della Marina Militare, ecc. ed  esperti di sicurezza informatica degli US con la partecipazione, ufficiosa, del colonello Robert R. Ruffolo capo della sicurezza e difesa presso l’Ambasciata degli Stati Uniti di Roma.

Tutto si è svolto in un climax tra amici dove hanno prevalso le ragioni della coscienza e della professionalità degli attori partecipanti.

Si è affrontato il tema della radice culturale del terrorismo islamico da parte dell’esperto ing. Feliciano  Giordano, già direttore Nato in US e ex ufficiale,   e della necessità di riconsiderare il fenomeno criminoso da parte dei governi delle nazioni come processo destabilizzante  per l’intero occidente e per l’intera umanità. L’errore, anche da parte della politica US,  è stato di non aver saputo interpretare ed affrontare con  serietà il processo migratorio quale  potenziale esercito del terrorismo che esprime  le proprie azioni in quel pensiero culturale.

“Ci troviamo di fronte alla terza guerra mondiale fatta non più di armi atomiche ma da attacchi informatici violenti  che infrangono la libertà della persona e destabilizzano intere comparti economici internazionali”. Da oggi siamo tutti “spiati” e “controllati” – fa rilevare il col. Giuseppe Morabito della Nato-   e rispetto a questa consapevolezza  tutti, con senso di responsabilità, dobbiamo affrontare questa minaccia alla libertà con nuovi strumenti, imprescindibili dal dialogo. “E’ necessario considerare la tematica nella sua globalità,  il tema della gestione del territorio non è scindibile dalla sicurezza del cittadino -afferma il docente prof. Carlino Francesco Carlino della J-Neuro Technology-.  La  risposta alla cyber è educare il cittadino al rapporto uomo-macchina”.

Il cyber crimine -dichiara Gennaro Scione dell’Arpci- può arrivare a toccare la dimensione privata dell’individuo determinando nuove paure da cui scaturiscono ansie e rabbie che possono spingersi fino alla depressione ed al suicidio. Per il responsabile alla sicurezza di Enel, Maurizio Di Filippo, la sicurezza delle infrastrutture è ritenuta più che strategica, e gli  impianti necessitano sempre più attenzione, è ciò che l’azienda Enel sta facendo.

La situazione della sicurezza delle acque territoriali è stata affrontata dal com. Annunziata dello Stato Maggiore che ha tracciato le linee  delle strategie poste in essere dalla Marina  Militare in termini preventivi,  mentre per le acque degli acquedotti il problema è strutturale happy wheels e di visione,- dichiara l’ing. Michele Angiuli di Acquedotto Pugliese- in caso di attacchi  non possiamo far altro che ricorrere e segnalare alle forze dell’ordine, noi in passato abbiamo già avuto situazioni di crisi e le abbiamo risolte con il contributo delle autorità. Tra le pieghe dell’intervento di acquedotto pugliese si evince l’assenza di approccio con la sicurezza, e la distanza culturale   tra  prevenzione e rischi ineludibili in caso di attacchi terroristici alle sorgenti e agli impianti. Questo è lo stato dell’arte in Italia rispetto ad altri paesi  quali US e Europa. Vale a dire sicurezza “zero”. Qui a sottolineare anche l’azione fantasiosa ed irresponsabile della politica pugliese che degli obiettivi sensibili dell’acquedotto ne fa diventare percorsi turistici.

Per le reti dati, invece, interessante l’intervento di  Francesco Argano di Fastweb che ha evidenziato come la propria azienda ha inteso porre al primo posto delle proprie strategie la sicurezza dei dati della Homeland security. Il Concetto è stato rimarcato anche dall’ing Claudio Ragno della Esc2  Energent, che la sottolineato la necessità di “fare rete”, di aggregarsi per trovare soluzioni tanto complesse e difficili.

A disaminare il problema della sicurezza predittiva e sotto gli occhi osservatori di Finmeccanica, è stato Genseric Cantournet, capo sicurezza e safety della Rai, che attraverso le slide ha ricostruito e mostrato, alla numerosa e attenta platea, la simulazione di attacco informatico ed ha sottolineato quanto sia importante affrontare la questione in termini di attenzione e riorganizzazione strutturale.

Molto interessante è stato l’incontro informale, dopo meeting,  tenutosi all’Hotel de La Ville di Avellino tra gli operatori relatori e Robert Ruffolo, capo security e difesa presso l’US Embassy di Roma, il quale, dopo essersi scusato per il ritardo, ha sottolineato quanto siano disastrose le operazioni di attacchi informatici e terroristici e quanto sia necessario riformulare nuovi asset di prevenzione e controllo nella reciproca collaborazione tra Paesi.

In conclusione, dalle  considerazioni degli intervenuti, è emerso che c’è nel Paese  un pericolo di emergenza informatica tanto serio quanto la necessità di cyber sicurezza. Oltre al pericolo è emerso anche il potenziale straordinario che può  rappresentare il comparto per lo sviluppo economico dei territori. In sintesi, affermano i professionisti della cibernetica, le regole della Cyber security in Italia ed in Europa vanno riscritte e regolamentate tenendo ben chiaro che l’obiettivo non può essere affidato a interpretazioni, protagonismi e esegesi  personali avulsi dal contesto della visione e della strategia della Nazione.  La necessità di fare rete, insieme, è  sapere, immaginare che Italia vogliamo e come intendiamo difenderla.

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