Napoli / Alberto Castellano: Il Bacio Azzurro un film intelligente

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Il Bacio Azzurro di Alberto Castellano, saggista e critico cinematografico

Già l’idea di trattare un argomento solitamente riservato al documentarismo in forma di fiction, almeno per la maggior parte del film, è di per sé coraggiosa visto che – almeno nel cinema italiano – in genere le tematiche impegnate, le storie di denuncia, le cause nobili quando sono affidate alle ricostruzioni di finzione approdano spesso a risultati deludenti. Nel caso de “Il bacio azzurro” invece Pino Tordiglione è riuscito a costruire un film che ha l’obiettivo di sensibilizzare i destinatari (il pubblico di una sala ma anche gli studenti di varie fasce d’età) su un tema come quello dell’acqua che non è solo un bene e coscienza comune ma anche fonte di vita, elemento primordiale, liquido che scorre portando con sé significati reconditi. E il regista, autore anche del soggetto con Fausto Baldassarre e della sceneggiatura con Alberto Rondalli e Fortunato Campanile, ha avuto l’intelligenza di costruire la storia sull’espediente della fiaba, dell’avventura di nonno Angelo (affidato a un consumato attore come Remo Girone() che con i toni e i ritmi della favola accompagna il piccolo nipote Francesco in un viaggio alla scoperta del mondo magico e misterioso che si nasconde in quel liquido trasparente che consumiamo di solito meccanicamente, dei valori arcani e archetipici che sono l’essenza di un elemento naturale fondamentale con il quale conviviamo senza nemmeno accorgercene. Il film ricorrendo anche a sequenze documentaristiche di testimonianze da alcune zone del mondo, riesce a tenere in equilibrio le emozioni di un avventuroso percorso che lega due generazioni così lontane e le finalità e le implicazioni educative del cosiddetto “messaggio”.

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