Assolto l’assasino di Maria Covino e Michele Famiglietti

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Ivano Famiglietti (figlio della coppia) è stato assolto dalla corte di Assise di Avellino per l’omicidio che l’ha visto protagonista il 12 Novembre di 2 anni fa.
 

Il 12 Novembre 2015, a Frigento (paesino della provincia di Avellino) si è consumato un omicidio tra i più cruenti della storia del crimine tanto da arrivare alle cronache nazionali. La crudeltà del fatto sta nella messa in azione dell’omincio ma sta sopratutto nella persona che ha commesso il brutale crimine. Ivano Famiglietti, giovane figlio della coppia, in un momento di chiamiamola “pazzia” ha ucciso a colpi di ascia la propria madre e il proprio padre senza avere nessun tentennamento. Il fatto di per se è orribile ma se vediamo oggi la decisione della corte di Assise di Avellino rimaniamo senza ombra alcuna esterefatti. Vero si che per commettere un atto cosi ignobile e cosi crudele bisogna avere o una motivazione happy wheels forte o una malfunzione neurologica, vero anche che un assassino non può essere dichiarato assolto! Entriamo quindi nel labirinto lungo e tortuoso della giustizia Italiana che da un lato è fin troppo garantista ma dall’altro è decisamente superficiale a ponderare e pesare le parole e le definizioni. l’Assasino per la sua definizione è di per se già condannato ma per la giustizia (italiana e non) è interpretabile il modo di definire una condanna. Qui, sia chiaro nessuno vuole accusare nessuno di negligenza o superficialità ma vogliamo solo evidenziare come un sistema offuschi la definizione di assasino e come il ruolo di garante che hanno i tribunali e quindi i giudici venga visto agli occhi di terzi appannato da una moralità fin troppo garantista e mai obiettiva. Un assassino è colpevole! Un assassino deve essere condannato! Noi non l’avremmo assolto ma condannato alla sua vita.

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