Flash: cuore o smartphone?

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A pochi giorni dalla messa sul mercato del nuovo Iphone X, una delle ultime eccellenze dell’azienda di Cupertino, il Santo Padre Francesco, nella consuetudinaria udienza del mercoledì in Piazza San Pietro, ha esordito con queste parole: “Perché ad un certo punto della Messa il sacerdote dice ‘in alto i nostri cuorie non dice in alto i nostri telefonini per fare le foto?
Poi ha continuato dicendo: “Che cosa brutta. Vi dico che a me da tanta tristezza quando celebro in piazza ed in Basilica, e, vedo tanti telefonini alzati, non solo di fedeli, ma anche di preti e di vescovi”. Poi, richiamando l’importanza della celebrazione, ha esclamato a gran tono dicendo: “La Messa non è uno spettacolo! È andare incontro alla passione e alla morte del nostro Signore, per questo si dice in alto i nostri cuori. Ricordatevi eh, niente telefonini. È molto importante tornare all’essenziale attraverso la celebrazione dei Sacramenti.

Il Pontefice, in una società dove l’unica fonte di luce sembrerebbe quella del flash di uno smartphone, ritorna all’essenziale proponendoci Gesù come unica fonte di luce capace di illuminare i nostri cuori.
Per seguire Gesù non abbiamo bisogno di uno schermo che ci separa dalla realtà o di una fotocamera anteriore che sappia riconoscere il nostro viso: Gesù ci riconosce e ci ama per ciò che siamo senza ricorrere al alcun riconoscimento facciale.

L’uso eccessivo di uno smartphone non ci permette di vivere l’essenzialità dei rapporti solo con Dio ma anche con gli uomini stessi.
A tal proposito, proviamo a pensare all’uso eccessivo di smartphone in una relazione umana. Quante volte, nella nostra quotidianità, durante l’incontro con una persona a noi molto cara, sprechiamo parte del nostro tempo a fare la foto più idonea ad ottenere likes su instagram?
Quante volte ci lasciamo guardare dalla fotocamera di uno smartphone piuttosto che dallo sguardo vivo di una persona?
Quante volte litighiamo per una foto uscita male?

Mediante questo breve articolo, chi scrive non intende dare una risposta unica e certa alle domande poc’anzi poste o esprimere un giudizio in merito all’uso eccessivo dello smartphone, ma, intende invitare voi tutti, cari lettori, ad uno spirito riflessivo, partendo dal presupposto che l’uomo non è venuto al mondo per pigiare le dita sullo schermo di uno smartphone o per attivare il flash di una fotocamera, ma è al mondo per fare qualcosa di molto più grande: amare.

Antonio Zizza.

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