Papa Francesco: un pasto condiviso.

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Oggi, domenica 19 novembre 2017, sotto l’iniziativa, tanto voluta dal Papa, del Pontificio Consiglio Per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, è stata istituita la Prima Giornata Mondiale dei Poveri.
I poveri, gli stessi cui Gesù li chiama beati (cfr. Lc 6,20), sono i protagonisti.
Papa Francesco ha sempre dedicato particolare attenzione per gli ultimi, perché proprio negli ultimi c’è Gesù.
Pertanto ricordiamo il passo evangelico di Matteo 25, 35 il quale afferma che “erediteranno il regno dei cieli spetta proprio a coloro che hanno dato da mangiare agli affamati e hanno dato da bere agli assetati” (cfr. Mt 25, 35-36). Ed è proprio ciò che ha voluto Papa Francesco oggi: dare da mangiare a tutti gli affamati e gli assetati di Roma e di tutto il mondo.

A tal proposito, infatti, subito dopo la Messa in Basilica a San Pietro e dopo il consuetudinario Angelus domenicale, il Papa ha ospitato nella propria casa in Vaticano, presso l’aula Paolo VI, più comunemente chiamata sala Nervi, circa 1500 poveri. L’iniziativa si è estesa a molte parrocchie, convitti e ristoranti di Roma che hanno deciso di aderire a questo magnifico progetto. E proprio così, circa 4000 poveri hanno avuto il piacere di sedere a tavola ed essere serviti.

A tal proposito riportiamo la testimonianza di un ospite in Sala Nervi oggi, che, alla mia domanda di come si sentisse ha esclamato con le lacrime agli occhi: “erano anni che non sedevo ad un tavolo e non bevevo in un calice. Sentirsi considerati è davvero bello ed emozionante“.
Ed è proprio questo quello che ha voluto il Santo Padre: far sentire i poveri considerati. Porre i poveri al centro del mondo, perché proprio loro sono Gesù.

Ed è stato bello che la Chiesa tutta, attraverso giovani volontari (circa 200 solo in Sala Nervi e altri 500 in giro per Roma, esclusi quelli in giro per tutto il mondo), si è mobilitata per servire il prossimo, il Cristo.
Infatti il tweet odierno del Papa è stato proprio il seguente: “in questa giornata, invito la Chiesa intera a tenere fisso lo sguardo su quanti tendono le loro mani chiedendo la nostra solidarità“.

Il Pranzo in Paolo VI si è svolto in circa un ora e comprendeva: un primo (gnocchetti sardi al pomodoro e basilico), un secondo (polenta e bocconcini di vitello accompagnato con verdura) e per finire un gustosissimo tiramisù ed il caffè per chi lo volesse.
Il tutto era accompagnato dal suono soave un coro di bambini e dalla conclusione della banda pontificia della Gendarmeria.

Antonio Zizza.

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