Caro Carmine De Blasio rispondi

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riceviamo e pubblichiamo

Sono uno dei tantissimi. Soltanto uno, delle migliaia di persone disperate che vivono all’ombra del nostro bellissimo ma squarciato Paese. Per colpa di una Politica bieca e sciagurata fatta di persone altrettanto cieche e sorde.
E vivo in una Provincia, l’Irpinia, altrettanto bella e sventurata: una piccola fetta di’Italia ai più sconosciuta ma anch’essa soggetta all’orbo governo dei suoi politici, personaggi sinistri che sembrano eterni, che sembrano non morire mai o capaci di replicarsi, ma incapaci di fare del bene; se non a se stessi, e che hanno fatto della Politica unicamente lo strumento di potere e costretta all’imposizione della loro squallida, pericolosa, inutile, incombente presenza e di quella dei loro figli e figliocci, che nemmeno il peggior medioevo ha mai visto.
E sono sempre le stesse facce. E se non sono le stesse facce sono quelle dei loro miserevoli, disgraziati quanto sconosciuti discepoli cresciuti alla loro ombra, a loro immagine e somiglianza..
Sono uno dei tanti anonimi che ha avuto la forza di non uccidersi solo perché crede tenacemente nella speranza del cambiamento: la sua unica corazza.
Sono uno dei tanti anonimi che nonostante tutto non ha mai voluto lasciare il suo Paese, la sua terra e rinnegare le sue origini cui è legato fortemente. E’ forse un peccato, questo?
Sono uno dei tanti anonimi che da quando la fabbrica in cui lavorava ha chiuso i battenti non è più riuscito a trovare uno straccio di lavoro già praticamente assente dappertutto figurarsi in Irpinia! Sono uno dei tanti anonimi prodotti dell’indifferenza di questa società indifferente, che si deve accontentare dell’arrangiarsi con lavoretti saltuari, o in attesa che qualcuno o un amico commiserevole lo chiami per una 10 euro.
Solo promesse. Ah sì, quelle tantissime. E il sostegno come dicevo di persone vicine, o delle Associazioni caritative.
Sono uno dei tanti anonimi che vive ai margini e sulle proprie spalle la sua condizione, avendo perso col lavoro anche la mia dignità: umiliata, costretta sotto i piedi da una classe dirigente totalmente inetta e incapace!
Vivo quotidianamente nei miei soffocanti problemi con appena quelle briciole per sopravvivere ai continui pressanti arrivi di bollette che non posso pagare (mi hanno tagliato il gas, e spesso è accaduta la stessa cosa con l’elettricità), dovendomi sorbire anche chi dall’alto del suo lavoro sicuro (magari avuto chissà come) spinge ancora il coltello fra le carni lacerate della mia dignità calpestata dicendomi: “ma tu almeno hai quello. C’è gente che non ha proprio niente!”, dicendolo con ipocrita indifferenza e con cattiveria. Perché parole così fanno male, molto male!
Perdendo il lavoro ho perso la mia dignità dicevo, entrando in quel vortice di fragilità sociale che risucchia sino a farti scomparire, come in un buco nero senza nemmeno il suo orizzonte degli eventi. Una fragilità sociale assoluta che non mi consente di firmarmi dandomi la forza però di denunciare. Non avrei nulla da perdere più ormai, certo, ma le persone come me sono sempre soggette. Diventano puttane!
Non ho mai potuto usufruire delle carte sociali Sia, ad esempio. Ma ho usufruito per pochi anni di un bonus destinato agli indigenti e distribuito dal piano di zona A/6 di Atripalda, diretto dal “sommo” sig Carmine De Blasio, uno di quei figli sconosciuti della politica, un altro di quei figliocci messi là, al potere, circondato naturalmente da suoi simili!

All’inizio il bonus, che preciso essere una tantum ovvero una sola volta all’anno era di 200 euro. Dallo scorso anno è venuto fuori il progetto Opis distribuendo buoni pasto di 254 euro sempre una tantum…non penserete mica al mese, spero!?
Ho avuto accesso, sissignori. Ho avuto accesso sino al 2017 presentando insieme alla mia rettitudine e onestà morale e civile tutto quanto necessario a dimostrare la mia condizione di estremo disagio.
Sino a quest’anno, quando mi son trovato nel bel mezzo non so bene se di una virtualità immaginaria o di una realtà vera, come poi ho dovuto di fatto appurare.
Il 29 di dicembre, casualmente una data ben studiata sicuramente, esce il nuovo progetto Opis e mi appresto a presentare la mia domanda come al solito per la nuova cifra annuale salita a 320 e passa euro, sempre una tantum ossia sempre una volta all’anno…mica al mese, ripeto!
Quando all’improvviso leggo nel bando due punti che di fatto mi escludono. Me e tanti come me:

-non bisogna far domanda REI
-non bisogna aver usufruito dei buoni nel 2017

Due punti ignobili. Due punti capestro!…Che di fatto escludono a priori senza manco aspettare l’esito della domanda REI. Già, perché in questo modo, se malauguratamente non dovesse essere approvata la prima si è esclusi automaticamente anche dalla seconda!
“Ma infatti saranno pochissimi ad averli, questi soldi” mi si disse.
Chi, allora? Se chi è nelle mie stesse condizioni, ma davvero, farà di certo anche domanda REI e tutto quanto, per vivere.
Chi è che controlla la veridicità di quello che si sottoscrive? Quali i criteri delle graduatorie, in questi progetti locali, se non il nucleo di famiglia e la redditualità?
…Perché se uno è indigente. Davvero indigente. E’ indigente!…E ha diritto come gli altri. Punto!

Alle rimostranze civili d’obbligo, allora, mi è stato risposto con affermazioni assurde e assolutamente prive di senso del tipo “i soldi sono pochi e bisogna distribuirli un po’ ciascuno, un po’ a tutti”: Come se avessero avuto di fronte l’ultimo degli imbecilli!
Una volta ciascuno cristianamente, insomma: come se il sottoscritto per il piano di Zona diretto dal sig Carmine De Blasio all’improvviso, per intercessione divina o per incantesimo puff…, all’improvviso non è più, per loro, indigente. Magari toccherà se…forse, chissà quando. A cristiana rotazione.
Offeso e umiliato ancora una volta!

Io asserisco che il progetto Opis e il Reddito di Inclusione sono due cose assolutamente diverse e complementari fra loro e affermo che sicuramente tutti coloro che fanno il progetto Opis fanno di certo anche domanda REI. Allora, chiedo io di nuovo, a chi vanno destinati questi soldi? Come vengono fatte le graduatorie? In base a quali empirici criteri? Per chi sono?
O sono l’arma politica per le prossime elezioni, considerata la data di pubblicazione? O vanno per esempio alle cooperative sociali per tutta ‘sta gente che arriva, e che ben vestita e con cellulari giganti e biciclette in dotazione se ne va a zonzo. Mentre io non posso cambiarmi nemmeno gli occhiali da vista?
A chi dovete darli questi soldi se è risaputo l’enorme giro di lavoro nero che c’è?
Gente che lavora fregando lo Stato e magari ponendo a repentaglio la sua stessa vita. Certo a volte costretti dalla classica frase cinica: “O questo o niente. O quella è la porta. Ce ne sono altri mille, là fuori”. Ma anche gente che lo fa coin spudorata consapevolezza, e che magari guadagna pure bei soldi puliti ed esentasse; e che ha pure ovviamente il privilegio di fare domande simili, magari ottenendole?
Si dice che…Mi hanno raccontato di persone, a Tufo per esempio, ma così succede anche altrove, ovunque in Irpinia, in Campania come nel resto del Paese, che praticamente hanno in mano tutto il settore locale dei lavori domestici e di assistenza, tipo pulizia appartamenti e cose simili e che guadagnano talmente tanto (a nero) da concedersi pure il lusso di poter chiamare a lavorare ragazze o ragazzi bisognose/i però pretendendo, con atteggiamento a dir poco scorretto, la metà delle 10 euro orarie concordate: solo per il fatto di farle lavorare qualche giornata…Vero, non vero; esagerato…Sicuramente creativa e originale l’ingegnosità dell’idea. Da ammirare ma da non seguire certamente, la “capacità imprenditoriale” di queste persone!
…Ebbene, esse, come tantissime altre in giro che campano così, faranno sicuramente domanda di bonus energia al Comune, e sicuramente di tutto il resto; magari hanno accesso ad altri benefici, come il REI ad esempio, o il progetto Opis, vivendo tranquillamente nella loro agiatezza rubata!!!
Nessuno s’accorge? Nessuno sa?

Cosa dice il signor De Blasio di tutto questo e dei vergognosi punti nel progetto? Cosa sa l’ispettorato del Lavoro di tutto questo?.
Confido poco in realtà conoscendo le facce toste dei nostri politici locali (già perché in questo martoriato Paese e in questa irrispettata provincia chi fa politica spesso occupa anche alti posti dirigenziali con tutto quello che ne consegue) ma mi auguro che il signor De Blasio abbia un attimo di lucidità e si ravveda, cancellando di fatto quei punti che offendono e ledono la dignità e l’intelligenza delle persone, e dia a chi davvero ne ha diritto la possibilità di accedere ai tickets, rendendosi conto, in quell’attimo di risveglio, che il suo progetto è solo complementare a quello del Governo.

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