L’A.N.P.S. Roma 1 non si ferma!

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Tra le realtà più preziose della Chiesa ci siete proprio voi che ogni giorno, spesso nel silenzio e nel nascondimento, date forma e visibilità alla misericordia. Voi esprimete il desiderio tra i più belli nel cuore dell’uomo, quello di far sentire amata una persona che soffre. Nelle diverse condizioni del bisogno e delle necessità di tante persone, la vostra presenza è la mano tesa di Cristo che raggiunge tutti. La credibilità della Chiesa passa in maniera convincente anche attraverso il vostro servizio verso i bambini abbandonati, gli ammalati, i poveri senza cibo e lavoro, gli anziani, i senzatetto, i prigionieri, i profughi e gli immigrati, quanti sono colpiti dalle calamità naturali… Insomma, dovunque c’è una richiesta di aiuto, là giunge la vostra attiva e disinteressata testimonianza. Voi rendete visibile la legge di Cristo, quella di portare gli uni i pesi degli altri“.

Sono queste le parole pronunciate dal Santo Padre Francesco, rivolgendosi agli operatori di misericordia di tutto il mondo, lo scorso 3 settembre 2016 in occasione del Giubileo dei volontari.

Sappiamo, cari lettori, che il volontariato, ossia, come lo definisce l’enciclopedia Treccani, quella “prestazione volontaria e gratuita della propria opera a favore di categorie di persone che hanno gravi necessità e assoluto e urgente bisogno di aiuto e di assistenza, esplicata per far fronte a emergenze occasionali oppure come servizio continuo“, è il cuore del nostro Paese, o per meglio dire, come direbbe Papa Francesco è “quella mano tesa di Cristo” nel raggiungere tutti gli uomini, senza alcuna distinzione di sesso, lingua, razza o religione.

È questa la storia dell’A.N.P.S Gruppo Roma 1, gruppo che, così come si evince dal sito ufficiale dell’associazione romana, adottando i valori dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato, sin dalla sua origine, avvenuta nel 2012, con le proprie opere caritatevoli e professionali, costituisce uno dei gruppi di volontariato più operativi della Capitale.

Purtroppo però non tutti la pensano così. C’è a chi ha dato enormemente fastidio l’amore sconfinato verso l’altro che caratterizza l’A.N.P.S Gruppo Roma 1, un fastidio che ha portato qualcuno al punto tale da far incendiare, qualche notte fa, il pulmino dell’associazione, l’unico pulmino in possesso del gruppo di volontari, così come si evince dalla loro dichiarazione ufficiale.

Qui di seguito vi riportiamo nell’interezza la nota ufficiale rilasciata dall’A.N.P.S Gruppo Roma 1 nella figura del Presidente Responsabile Carmine de Santis.

Alla barbarie non c’è limite, lo sappiamo bene, ma deve essere altrettanto chiaro a tutti che la risposta dei volontari del Gruppo Roma 1 dell’A.N.P.S. sarà altrettanto decisa e civile, quanto incivile è stato chi, domenica 7 ottobre, ha dato alle fiamme il nostro pulmino.
Quello stesso pulmino – l’unico in dotazione al Gruppo Roma 1 – con il quale abbiamo portato soccorso alla popolazione di Ospitaletto di Norcia in occasione del terremoto del Centro Italia, dove abbiamo adottato anche 11 famiglie, come ha testimoniato il nostro Responsabile – Carmine De Santis – il 29 settembre scorso davanti alle telecamere della RAI nell’Aula Nervi in Vaticano, in occasione dell’udienza con Papa Francesco per i 50 anni dell’A.N.P.S.. Quel pulmino, che una o più mani criminali hanno distrutto, serviva anche per espletare molti altri servizi, quali: portare aiuto nei mesi invernali ai senza fissa dimora, in collaborazione con la Comunità di S. Egidio; sostenere i tanti italiani che vivono di stenti dopo aver perso il lavoro e la casa, offrendo loro bevande calde, coperte, indumenti e, soprattutto, una parola di conforto; effettuare servizi di protezione civile, sia nel periodo estivo che invernale.
Probabilmente chi ha compiuto questo gesto tanto stupido quanto inutile pensava di intimorirci od ostacolarci: ebbene, costui o costoro, sappiano che hanno ottenuto l’effetto esattamente contrario. Se prima noi volontari del Gruppo Roma 1 eravamo determinati a svolgere la nostra missione, ora lo saremo, semmai fosse possibile, ancora di più. Si può distruggere un pulmino ma non dei valori – come quelli di solidarietà, vicinanza ai più bisognosi, soccorso a chi è in pericolo o in una condizione di bisogno – che fanno parte del DNA di noi volontari A.N.P.S. del Gruppo Roma 1.
Quei vili che hanno pensato di colpirci incendiando di notte il nostro pulmino sappiano che ci vedranno sempre tra la gente, pronti ad aiutare chiunque abbia bisogno di noi. Con noi è e sarà, oggi come domani, la gratitudine della brava gente, mentre su di loro rimarrà impresso il marchio degli infami.
In realtà chi ci ha tolto l’unico pulmino che avevamo ci ha consegnato, implicitamente, una medaglia d’oro per i servizi che quotidianamente svolgiamo, perché evidentemente il nostro impegno dà fastidio alla criminalità.
Avanti così, sempre tra la gente e per la gente!

Certo, al male, come si evince dalla dichiarazione ufficiale del Gruppo Roma 1, non c’è mai fine, ma, concludiamo con il dire che, come la storia ci insegna, alla fine sarà sempre il bene a trionfare.

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