La fallacia della mistica legislativa

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Di seguito vi proponiamo una breve riflessione “giuridica” portata da un giovane studente di giurisprudenza, Valentino Capobianco.

L’approccio legolatrico, da sempre, ha permeato il diritto nelle sue molteplici sfaccettature.
Suddetto approccio, basato sul mito della legge e sulla visione del giudice come mero esecutore della stessa, indica la chiara onniscienza del legislatore ed una divinizzazione del mero positivismo giuridico.
Il trionfo del diritto scritto, non lascia spazio alla fantasia del giurista, alla forza creatrice del diritto, per dirla con Kantorowicz.
Vi è il trionfo di quell’assolutismo giuridico, tanto caro al dispotismo illuminato che pose la legge al centro della piramide giuridicA, annichilendo così la forza roboante della dinamicità giuridica.
L’approccio legolatrico è fallace, perchè manca di una visione lucida del diritto,un diritto che è dinamico e non statico, asfittico, fossilizzato nei suoi dogmi artificiosi .
Il trionfo della legge, della presunta legalità, è la morte della moralità, è il trionfo del puro normativismo kelseniano, il trionfo della barbarie, estrinsecatasi con le leggi razziali.
L’uomo è imperfetto,i parlamenti sono imperfetti e , dunque, la lex stessa è fallace, vive di idiosincrasie, di dicotomie, spesso irrisolvibili.
Vi è bisogno di una nuova visione,di un nuovo umanesimo giuridico,il quale metta al centro la libera creatività del giurista, dell’interprete del diritto, un diritto che non è solo legge ma è costume, sentimento, mos e non vive di fissità.
I tempi sono maturi, un nuovo corso globale del diritto dovrà marcare le distanze dalla mistica legislativa, prediligendo un approccio pansofico, olistico, intriso di una effettiva interpretatio giuridica.
Ai posteri l’ardua sentenza!!!

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