L’anima digitale dell’impresa italiana

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Parlando di Imprese italiane e internazionali, tratteremo, di seguito, su un’analisi di Capobianco, sull’era digitale oggi e la sua relazione con le imprese.

Gli ultimi anni, hanno dimostrato che la digitalizzazione dell’impresa italiana non è mero frutto del caso, bensì è frutto di una formulazione di piani strutturati che sono in gran parte emanazione del top management o di comitati composti da figure di business.
Vi sono pure nuovi parametri oggettivi i.e l’incremento della customer satisfaction, miglioramento della qualità dell’offerta erogata all’utente finale, il tutto si esplica in riferimento ad una valutazione totale della performance.
Il ministro dell’innovazione , ovvero Paola Pisano, ha attuato la messa a disposizione di 50 milioni per la trasformazione digitale grazie agli innovation manager (voucher richiedibili dal 7 novembre) e il rilancio delle misure di impresa 4.0, unitamente al completamento annunciato del fondo nazionale per l’innovazione, vi è un clima favorevole.
L’80.3% delle aziende ha attuato un piano strutturato di digital transormation ,basandosi sui machine learning e i data lake, seguono cloud computing,cybersecurity e digital customer esperience.
Emerge però lo “skillmismatch”, il 71.4% di aziende dichiara di non avere competenze sufficienti al proprio interno per l’utilizzo di strumenti digitali.
Le figure professionali che mancano, vanno dai data scientista fino agli esperti in sicurezza, dalle 30 mila alle 50mila unità
La spesa in ict è in crescita ma lo skill shortage la fa da padrone, con buona pace degli amanti delle “hard skills”.

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