I CURDI: un popolo tradito

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Proprio mentre in questi minuti ci giunge, da parte di un comunicato dell’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, la notizia di un accordo tra le forze curdo-siriane e la Russia per respingere l’offensiva turca, vi proponiamo un’analisi sul popolo curdo condotta dal giovane Valentino Capobianco.

Essere abbandonati o traditi, per i curdi,è una tragica consuetudine.
Ai loro bambini vengono insegnati fin da piccoli il rifiuto dello stato nazionale curdo da parte delle potenze vincitrici della prima guerra mondiale,le delusioni del trattato di Sévres,le stragi compiute da Saddam Hussein in iraq senza che gli occidentali si opponessero più di tanto,la repressione in Iran, e più di tutto la dura,implacabile inimicizia con la Turchia.
Chi non ha uno stato, deve almeno salvaguardarne la memoria, e i curdi che sono più di 40 milioni, non hanno uno stato.
Il Kurdistan, sogno di Öcalan, Craxi, Rabin,non esiste,la lingua curda non esiste ed i curdi stessi,sono ai margini delle società in cui sono costretti a vivere.
Vi è però una luce intorno al buio:parlo del Rojava, esempio del confederalismo democratico del Kurdistan ,esempio di vero femminismo, progressismo ed emancipazione.
Il Kurdistan , oggi,è un sogno,è mera utopia,un’utopia che Erdogan(il reis turco) vuole annientare,invadendo il nord-est della Syria, onde creare una safe zone turca vicino l’Eufrate.
La comunità internazionale mostra la sua debolezza,Stoltenberg mostra la sua stoltezza, civili muoiono e la Turchia conquista villaggio dopo villaggio.
Gli Stati Uniti , rei di aver abbandonato i curdi con il comunicato del 6 ottobre,mostrano la loro ipocrisia “trumpiana”,le uniche voci fuori dal coro sono la Francia e l’Italia.
I curdi sono un popolo di confine,lo dimostra la loro storia in Iraq, Iran, Syria e Turchia, sono strenui difensori dell’ambiente,di un capitalismo sociale, di un nuovo femminismo, di una effettiva diarchia.
Il popolo curdo è una luce in fondo al tunnel, indica la speranza in un Medio Oriente nuovo,aperto, plurale.
Eppure, questa speranza,questo sogno , vede solo detrattori ,vede odio,ritorsione.
Homo uomini lupus, questo è il principio che intesse le relazioni internazionali,le relazioni umane ed è un principio abominevole, bestiale e che nulla ha a che fare con la vera umanità.
I Curdi,un popolo tradito e proprio per questo, fiero e combattente.
I Curdi, combattenti contro l’Isis per il mondo e , dimenticati dal mondo.
In questo incubo orwelliano,muore l’amore per il prossimo e la verità.
In questa tragedia, degna dei migliori esperti, viene soffocato un popolo,le sue grida si alzano al cielo , un cielo rosso come il sangue e come il cuore dei curdi,un cuore indomabile e fiero.
Alea iacta est

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