L’UE e l’affaire Turco

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La nota di Valentino Capobianco.

I Ventotto hanno trovato qualche giorno fa un’intesa per condannare le operazioni militari turche in Siria che “mettono seriamente a repentaglio la stabilità e la sicurezza dell’intera regione”,provocando conseguenze drammatiche.
Riuniti in Lussemburgo , i ministri degli esteri non si sono accordati su un embargo europeo contro le vendite di armi alla Turchia,privilegiando il coordinamento tra i Paesi membri.
L’alto Rappresentante per la politica estera Federica Mogherini ha sottolineato l’accordo all’unanimità sul comunicato finale,precisando la preferenza alla via nazionale,in riferimento all’articolo 4 del documento.
Emerge con forza , il chiaro rapporto idisioncratico tra Nato e Ue.
Ricordiamoci che la Turchia è il secondo esercito della Nato ed è molto temuta,in primis dall’Ungheria e dalla Bulgaria che, naturalmente,hanno votato contro l’embargo europeo alla Turchia.
Ankara tiene in ostaggio i Ventotto, rei di non aver saputo creare un’effettiva unione politica ed economica.
Roma varerà un decreto ministeriale,onde evitare l’export di 362 milioni di armi verso la Turchia,terza destinazione dell’export bellico italiano.
Trionfa la gradualità,indice di debolezza dell’Ue e di forza di Erdogan.
La strategia di contenimento dei profughi, basata su fondi da destinare ad Ankara, ha fallito ed è conditio sine qua non della debolezza europea.
O tempora o Mores.

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