Homo Homini Lupus

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L’amore come vero rimedio alla guerra. Di seguito un’attenta e dettagliata riflessione sulla guerra e sul suo significato umano-razionale, oltre che socio-politico condotta dal giovanissimo Valentino Capobianco.

Il Mondo vive una terza guerra mondiale asimmetrica , nel mentre ci si interroga sul significato stesso della guerra.
Cos è la guerra?
È il trionfo del concetto hobbesiano di Homo Homini lupus, l’uomo come lupo per l’altro uomo.
L’odio diviene base essenziale dei rapporti umani, conditio sine qua non dell’inimicizia tra popoli, distruzione della pace perpetua di Kantiana memoria.
Famiglia intere vengono distrutte, si ridefiniscono poteri e non diritti, vi è il trionfo dell’io individuale, la primazia dell’egoismo.
I poveri muoiono,vittime della voluntas di pusillanimi signori, vili e vermi, subordinati alla loro cupidigia.
È la verità insaziabile della guerra, essa annichilisce l’uomo, l’ antropocentrismo, i rapporti umani.
Per Von clausewitz, la guerra è la naturale prosecuzione della politica, si vis pacem para Bellum.
Ma la naturale prosecuzione della politica è la pace,l’autodeterminazione dei popoli, il volto dell’altro di levinesiana memoria.
È l’amore verso il prossimo che muove il mondo,la pace e non un abominevole stato di natura, basato sulla rabbia, il livore, l’acredine.
Il pacifismo deve essere la base, la puissance di un nuovo ordine mondiale,non kissingeriano ma kantiano, Boetiano.
La guerra non è giusta,non è essenziale, a dispetto dei tanti fautori della guerra giusta, basata su una riqualificazione territoriale, a discapito di altri.
La guerra è nichilismo , è pura omogeinizzazione dell’altro, il trionfo dell’io dominante e la distruzione del pneuma.
Manca l’elemento relazionale,base di una sana convivenza, di un sano bargaining power, di una effettiva coesistenza di popoli diversi.
La pace è un obiettivo, un fine e mai un mezzo come la stessa umanità.
Il trionfo dell’elemento economico, del national interest indica il trionfo dell’uomo nella sua versione bestiale, livorosa e timorosa.
La guerra è innaturale, per dirla con Erodoto e annienta il concetto stesso di successione generazionale, di amore fraterno, di sano comunitarismo.
La pace è invece l’acme e l’archè, è l’unicum della società, la sua bussola esistenziale.
Il no alla guerra è un dovere, un dovere civico,onde favorire la nascita di un mondo equo e giusto.
Perchè quando i ricchi fanno la guerra, sono i poveri che muoiono.

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