Il disimpegno di ArcelorMittal

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L’Ex Ilva ancora a centro dell’attenzione nazionale.Nonostante il Governo Conte, proprio in una nota di oggi pomeriggio rassicura di “fare il possibile” per difendere le 9.000 famiglie di lavoratori, ci giunge la nota di del giovane Valentino Capobianco il quale tenta di fare il punto della situazione sull’argomento.

Nemmeno il tempo di passare la boa dei 12 mesi e a pochi giorni dell’anniversario (motivi per festeggiare non ce n’erano) dell’ingresso nella gestione dell’acciaieria più grande d’Europa, Arcelor Mittal ingrana la retromarcia e mostra di essere pronta a lasciare l’Italia.
Il gruppo ha comunicato ieri di avere inviato ai commissari straordinari dell’ex Ilva una comunicazione di recesso o risoluzione del contratto con il quale si era impegnata a rilevare le attività del ciclo integrale, l’ultimo attivo in Italia.
Il gruppo ricorda che il contratto prevede espressamente questa possibilità “nel caso in cui un nuovo provvedimento legislativo incida sul piano ambientale dello stabilimento di Taranto in misura tale da rendere impossibile la sua gestione o l’attuazione del piano industriale”.
L’eliminazione dello scudo penale e il recente sequestro dell’afo2 sono le gocce che hanno fatto traboccare il vaso.
La produzione è ormai scesa a 4.5 milioni di tonnellate e le perdite sono consistenti, 150 milioni nel secondo trimestre.
Confindustria teme effetti negativi su Taranto e sull’intero paese con particolare impatto sull’occupazione.
Timore per un disimpegno anche da Alessandro Banzato, presidente di Federacciai, secondo il quale “le conseguenze per la filiera sarebbero enormi, esponendo tutti sempre di più alle dinamiche dell’import”.
Resta da capire ora quali siano le intenzioni di Arcelor mittal.Se si vuole alzare il livello dello scontro per trattare ,non è ancora chiaro l’obiettivo finale, che può essere legato non semplicemente al focus sullo “scudo” , ma a una revisione più ampia dei termini del contratto, magari rinegoziando anche obiettivi e impegni sul mantenimento dell’intero ciclo integrale e, di conseguenza, dell’occupazione.
Se invece Arcelor mittal punta al disimpegno, serviranno 30 giorni per espletare la procedura, salvo rinvii.
Povera Taranto,l’unica vera sconfitta

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